Marina Valli, fondatrice e Presidente dell’Associazione Officine di Talenti Preziosi

fieramilano, Rho
18-20.09.2021

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Marina Valli, fondatrice e Presidente dell’Associazione Officine di Talenti Preziosi

Un'Associazione che è insieme osservatorio sullo stile, ispirazione per i designer e organizzatore di eventi e creatore di contenuti.

Un'Associazione che è insieme osservatorio sullo stile, ispirazione per i designer e organizzatore di eventi e creatore di contenuti. Abbiamo intervistato Marina Valli, Presidente di Officine di Talenti Preziosi, associazione no profit che opera sul territorio romano per la promozione e la divulgazione della cultura del gioiello e dell'accessorio moda attraverso la formazione, la ricerca e la collaborazione con designer, artigiani e operatori del settore.

 

“Il mio percorso – spiega Marina - nasce come Design presso l’Azienda Bvlgari e prosegue nella formazione all’Accademia Costume di Moda dove attualmente coordino un Master sul design del gioiello e dell'accessorio. Io mi sono sempre confrontata con la formazione e ho sempre voluto creare un ponte tra scuola e lavoro, tra mondo dell'istruzione e mondo imprenditoriale. Per questo ho fondato l’Associazione Officine di Talenti Preziosi nel 2013. Siamo a Roma ma in questo momento ci stiamo espandendo re stanno entrando Soci da altre regioni. Noi facciamo eventi espositivi partendo da un tema comune. In particolare io sono il presidente e insieme alla vice presidente Gioia Capolei ci confrontiamo insieme. Non ci siamo fermati nemmeno durante la pandemia”.

 

I progetti dell’Associazione sono molti e vari “Nel 2019 siamo partiti con un progetto innovativo sulla sostenibilità poi ci siamo occupati di un progetto “Oasi e nuovi Approdi” legato alle tematiche relative alla pandemia. Il prossimo evento si chiamerà, ve lo anticipo, Reset, cioè resettiamoci. Cosa proporranno i nostri soci sarà da vedere. Lo presenteremo a luglio”. Il lavoro di gruppo assume molta importanza: “In questo difficile periodo le persone si sentono confuse e lavorare insieme e confrontarci aiuta a capire dove stiamo andando su cosa puntare e quali saranno le nuove collezioni. Noi abbiamo designer e orafi. Il confronto è fondamentale. Come tutti i settori ci stiamo resettando per guardare agli obiettivi futuri”.

 

La sostenibilità rimane uno dei capisaldi per le lavorazioni anche nel mondo dei designer che fanno capo all'Associazione: “La sostenibilità è intesa sia come tracciabilità del metallo, sia come utilizzo di materiali alternativi – spiega Marina – Per quanto riguarda il recupero del metallo, abbiamo un'industria importante di Arezzo che ci ha sostenuto durante un progetto presentato ad AltaRoma : il materiale che loro utilizzano viene recuperato da computer, in disuso per esempio” Tutti i designer devono tenere conto di questo aspetto, insieme a quello dell'uso di materiali prima impensabili: “Io stessa e altri designer abbiamo scelto materiali alternativi – afferma Marina - Io ho usato un tessuto che deriva dall’ananas, un'altra socia ha lavorato sul tema delle bucce delle mele. Abbiamo seguito un corso sulla plastica sostenibile. Ritengo importante studiare anche nuove strade oltre metalli e pietre preziose. Abbiamo tenuto conto di materiali classici ma anche alternativi”.

 

L’Associazione è un punto fermo che parte dalla solida tradizione italiana e guarda alla progettualità: “Puntiamo a farci conoscere sempre di più come Associazione - spiega Marina - Nell’ambito dell’associazione consideriamo il passato, per esempio faccio vedere anche i lavori di mio padre designer da Bvulgari dal ‘45 al ’90, ma guardo sempre al futuro. Adesso siamo circa 40 designer ma stiamo crescendo. Si sono unite a noi anche l’Università Nobil Collegio Sant’Eligio che è importante per gli orafi. Il prossimo progetto lo faremo insieme a loro e vedremo insieme nuove tecniche di lavorazione. La realtà del settore moda anticipa quelle che sono le trasformazioni. Il gioiello che prima era un discorso a sé, negli anni 40 e 50, oggi segue le orme del fashion. La moda è uno stimolo per creare. Ma siamo noi, siamo l’Italia, che deve costruire una forza. Vanno costruiti progetti futuri  puntando sui giovani. E le piccole realtà organizzate possono servire da modello per progetti sempre più strutturati”. “Guardando fuori dall’Italia, tra i Paesi più interessanti per il settore ci sono la Francia, che ha fatto della storia del gioiello importante e l’Inghilterra fa molta ricerca a livello delle tecnologie e delle scuole del settore” – afferma Marina. “L’Italia agli inizi comprava i disegni in Francia negli anni ’50, poi, alcuni grandi marchi hanno cominciato a far lavorare disegnatori per produrre forme originali”. L’Italia ha una storia importante e una fortissima tradizione: “Per questo, stiamo lavorando per fare una mostra a Roma. Ma abbiamo bisogno di sostenitori, se ci fosse qualche mecenate, che diventa nostro sostenitore nella realizzazione di una mostra sul del design del gioiello. L’associazione ha dei costi e alcuni soci sono diventati soci sostenitori. la MOSTRA -MUSEO resta il nostro sogno nel cassetto”.

 

Ma cosa serve, oggi, ai designer per crescere? Come promuovere? “Oggi bisogna far capire la differenza del prodotto nella progettazione e nella realizzazione, attraverso delle informazioni che devono affascinare. La differenza tra chi fa gioielli “per hobby” è che l’esperienza e la progettualità contribuiscono a costruire una qualità costante nel tempo” – osserva Marina – “In questo senso la nostra associazione promuove corsi, di aggiornamento online che sono dedicati in particolare alla progettazione del gioiello e ai materiali alternativi creiamo dei contatti e collaborazioni tra vari professionisti del settore Inoltre i temi trattati sono anche su sviluppi di LINEE DI TENDENZA si spazia tra materiali e tecniche classiche alla lavorazione 3d”.