Com’è cambiato il gioiello contemporaneo?

fieramilano, Rho
18-21.02.2022

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Com’è cambiato il gioiello contemporaneo?

Intervista ad Alba Cappellieri del Politecnico di Milano

Una società che continua a cambiare a seconda degli scenari in cui è coinvolta. Un mondo che ha registrato un’inversione dei consumi e che torna a raccontarsi con nuove metodologie. Infine lo studio e la ricerca per leggere i cambi di direzione. Questo e molto altro, nell’intervista ad Alba Cappellieri, professoressa del Politecnico di Milano e dal 2014 Direttrice del Museo del Gioiello di Vicenza, che ha moderato il webinar organizzato da HOMI Fashion&Jewels Exhibition, Jewellery today: something new.

 

 

Il gioiello contemporaneo è stato paragonato a un puzzle composto da tanti piccoli pezzettini che, insieme, formano un'immagine completa e sicuramente più ampia: quali sono tutti questi pezzettini?

 

Una delle teorie che porto avanti nell’ambito del gioiello è che questo debba avere sempre un legame con lo Zeitgeist, il tempo che lo ha prodotto. Significa considerare i gioielli non come semplici ornamenti avulsi dal tempo ma come il risultato del contesto artistico, sociale, economico, manifatturiero o tecnologico dello spirito del tempo. Per questo mi piace paragonare la contemporaneità a un puzzle, partendo dalla teoria del frammento di Jean Francois Lyotard, in quanto viviamo un tempo che ha perso la linearità dei secoli precedenti e si presenta come un puzzle, dove ciascun elemento ha delle sue specifiche caratteristiche ma è soltanto la sua collocazione nell’insieme a formare una visione di insieme. Si tratta di una metafora che, a mio avviso, rappresenta molto bene il mondo del gioiello contemporaneo, che è diviso in numerosi frammenti legati alle rispettive discipline: gioiello d’artista, di designer, di stilista, d’artigiano, ma anche il gioiello archeologico, storico, reale. Possiamo anche vederlo sotto il punto di vista del valore del materiale - gioiello prezioso e non prezioso, gioiello concettuale -, o alle tecnologie - gioiello smart, gioiello wearable - e cosi via. Oggi i contesti del gioiello contemporaneo sono molteplici e soltanto la visione d’insieme del curatore riesce a ricomporre l’unità dalla molteplicità. Per questa ragione oggi è fondamentale la qualità curatoriale, che possiamo paragonare a quello di un sarto che crea un abito su misura, come avviene per Homi Fashion&Jewels.

 

 

Come ha reagito la nuova generazione dei designer alla pandemia? Quale reazione ha avuto e quale approccio creativo ha dimostrato?

 

Il design è la disciplina che lavora sul futuro, ne prefigura gli scenari, ne anticipa i bisogni, ne progetta gli stili di vita. Paradossalmente questa terribile pandemia è riuscita a stimolare la creatività visionaria dei designer che hanno potuto usare il tempo sospeso che siamo stati costretti a vivere come un’amplificazione delle loro capacità percettive. In aggiunta la pandemia ha anche dimostrato che le tecnologie digitale non avversano il lavoro artigiano ma, al contrario, lo supportano e lo sostengono e anche questo ha portato una nuova consapevolezza. Abbiamo assistito a un’inversione dei consumi e ora sono molto curiosa di vedere i nuovi prodotti.

 

 

Come si prevede un trend?  

 

Un trend non si prevede, si anticipa, attraverso la ricerca e lo studio. Questa è la differenza fondamentale dell’approccio scientifico del Politecnico di Milano rispetto alle società di trend forecasting: una metodologia al posto di una visione. Per noi i trend sono delle direzioni progettuali che tengono in considerazione i segnali deboli e diffusi del mercato, una metodologia basata sull’analisi e sull’ascolto: della società, delle persone, dei consumi, delle tecnologie e delle discipline tangenziali al gioiello: soprattutto la moda e il design.